UN PO’ DI STORIA… 

Il dopoguerra

    A poche settimane dalla  Liberazione, i militi del Sottocomitato di Masone erano già all’opera per verificare l’entità dei danni subiti e avviare una pronta riorganizzazione del sodalizio.

    In un documento ufficiale, datato 10 Giugno 1945 risulta che Attilio Bonelli, fino ad allora presidente in carica, passa le consegne a Enrico Bessini, rimettergli la somma di 21.532 £ in buoni fruttiferi postali. Poco dopo, precisamente il 26 Agosto, secondo le direttive emanate dal Consiglio Centrale, si provvede all’elezione del nuovo Consiglio Direttivo. Al di là degli atti ufficiali, sembra però trasparire che all’interno del sodalizio un certo fermento. Nonostante la nomina dei nuovi responsabili, i militi non sembrano disposti a restare nell’ambito della Croce Rossa. Il Sottocomitato intrattenne fitti rapporti con le PP.AA. generosi, nell’intento di ripristinare l’originaria veste dell’associazione. L’intenzione sembrerebbe confermata, tra l’altro, dalle lettere inviate a numerose officine locali con richieste di sostegno di varia natura (dalle offerte in denaro alla fornitura di accessori per l’ambulanza), a favore della ‘Croce Verde Masonese’.

    Qualche fatto di cui, purtroppo, non si ha testimonianza, dovette indurre i soci a soprassedere sulla decisione di tornare alla primitiva denominazione. In una lettera del Settembre 1945 il presidente Bessini comunicava ai responsabili della Croce Verde di Quarto l’intenzione dei soci di attendere la riorganizzazione a livello nazionale della Croce Rossa prima di scegliere se aderire o meno alla conferenza delle pubbliche assistenze, che andava formandosi in quei giorni e che avrebbe avuto lo scopo di coordinare gli stessi enti di soccorso.

    A partire quindi dall’autunno 1945 il servizio dell’associazione masonese riprese a funzionare regolarmente. Al nuovo Consiglio Direttivo si presentò subito il non facile compito di conciliare la penuria di mezzi con l’esigenza di riportare a pieno regime l’attività. Per il periodo che va dal Gennaio 1946 al dicembre 1949 dai resoconti annuali del ‘movimento veicoli risulta sempre e soltanto la vecchia autolettiga FIAT 505, che in qualche modo si in qualche maniere si cercava di mantenere efficiente, mediante la sostituzione dei pezzi che via via andavano deperendo, a cominciare dalle gomme, che a  giudicare dalle copiose lettere di richiesta inviate dal presidente alle aziende più disparate, non dovevano risultare facilmente reperibili.

    Parve, ad un certo punto, che le difficoltà dell’associazione sarebbero state alleviate, almeno in parte, dal risarcimento dei danni subiti durante la guerra. Già nel Giugno 1945 era stato stilato un elenco dettagliato dei materiali asportati durante l’occupazione tedesca e l’anno successivo era stata presentata all’Intendenza di Finanza una domanda di risarcimento per un importo di £ 410.000. In realtà i danni di guerra vennero quantificati in forma definitiva nel 1958 e solo nel 1963 potè essere riscossa la somma di £ 122.515, di gran lunga inferiore all’indennità inizialmente richiesta. Il contributo più significativo fu portato dunque dalla intraprendenza dei volontari e dalla generosità dimostrata dalla popolazione. Tra il 1946 e il 1947 il presidente firmò decine di ricevute e lettere di ringraziamento, indirizzate a ditte e privati cittadini ( tra tutti ricordiamo le facoltose famiglie Bagnara e Podestà, che vennero nominate anche soci benemeriti per la generosità dimostrata) che avevano devoluto somme di denaro e procurato attrezzature al Sottocomitato Masonese.

    Il 1° Agosto 1948 si festeggiò il 25° anniversario di fondazione, con la premiazione dei militi che si erano particolarmente distinti nell’attività di soccorso e nello stesso mese venne organizzata la Giornata della Croce Rossa per la raccolta di fondi da destinare all’acquisto di una nuova e più efficiente ambulanza. Il Sottocomitato quindi stava gradualmente riprendendo la sua normale attività e le sue forze, anche in termini di volontari, crescevano, alimentate dalla speranza di un futuro più roseo.

 


Le origini  Il periodo fascista e la guerra Gli anni '50

 

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