- MASSAGGIO CARDIACO -

Va effettuato ogni qual volta l’attività del cuore sia cessata. L’arresto cardiaco è una condizione estremamente grave, perché, similmente all’arresto respiratorio, porta a danni cerebrali irreversibili in 3-5 minuti, ed al decesso del paziente in 8 minuti.
Per essere sicuri di questa evenienza, il modo più semplice è quello di appoggiare l’orecchio direttamente sul torace del paziente ed ascoltare per almeno 10 secondi. Il sospetto di arresto cardiaco può essere confermato dalla presenza di dilatazione delle pupille, che non reagiscono alla luce (midriasi). La regressione della dilatazione pupillare è anche uno dei primi segni di efficacia della manovra rianimatoria e pertanto l’osservazione frequente può fornire utili elementi di giudizio. 

Per effettuare il massaggio cardiaco:

Ø      porre il paziente in posizione supina su un piano rigido e liberarlo da indumenti che possono ostacolare la manovra, eventualmente tagliandoli lungo le cuciture se la loro rimozione fosse troppo macchinosa per altre vie;

Ø      porsi al lato del paziente;

Ø      provare a dare due o tre colpi a pugno chiuso al centro del petto del paziente: talvolta questa manovra è sufficiente a ripristinare l’attività cardiaca;

Ø      se ciò non avviene, porre le due mani sovrapposte sulle estremità inferiori dello sterno (l’osso che si trova al centro del petto), ed esercitare una pressione decisa dall’alto verso il basso con il peso del corpo. L’estremità dello sterno, e quindi la parete toracica, si devono abbassare di 4-5 centimetri. La pressione deve essere rapida e di breve durata.  

La manovra deve essere eseguita 60-70 volte. Se il cuore non torna a battere spontaneamente, la manovra deve essere protratta per almeno 20 minuti.
Se coesistono arresto cardiaco ed arresto respiratorio, al massaggio cardiaco deve essere associata la respirazione artificiale. Se il soccorritore è solo, deve eseguire una insufflazione d’aria ogni 10-15 compressioni del cuore. Se vi sono almeno due soccorritori, le due manovre possono essere eseguite contemporaneamente, a ritmo di 1 insufflazione d’aria ogni 6 compressioni.

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- RESPIRAZIONE BOCCA A BOCCA -

Serve a ripristinare la funzione respiratoria interrotta da cause diverse. E’ una manovra di estrema urgenza, se si considera che l’interruzione della respirazione provoca danni cerebrali permanenti in 3-5 minuti e la morte del paziente dopo 8 minuti. Per questo motivo deve essere intrapresa senza aspettare l’arrivo di un medico.
E’ necessario innanzi tutto porre il paziente in posizione supina, col capo disteso all’indietro. Poi:

Ø      sollevare con una mano la mandibola per aprire e mantenere aperta la bocca;

Ø      chiudere il naso con il pollice e l’indice dell’altra mano;

Ø      eventualmente interponendo per motivi igienici un fazzoletto o una salvietta, poggiare la bocca su quella del malato in modo da circondarla completamente;

Ø      inspirare profondamente con il naso ed espirare attraverso la bocca, insufflando l’aria nelle vie respiratorie del paziente. L’introduzione di aria va fatta con una certa delicatezza e non troppo velocemente;

Ø      staccare la bocca e liberare il naso del paziente per permettere di espirare;

Ø      procedere con una nuova insufflazione.

L’efficacia della manovra può essere controllata osservando movimenti del torace del paziente. Bisogna eseguire 18-20 insufflazioni al minuto per i primi 3 minuti, per poi scendere a 14-15 nel periodo successivo. La manovra va proseguita finche il paziente riprenda a respirare o per almeno 30 minuti dopo che sia iniziata senza successo.

 

 

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