|
- DANNI DA CLIMA O
AMBIENTE -
Colpo di calore
E’ la
conseguenza di un marcato aumento della temperatura corporea causata dal
caldo ambientale, a volte favorito dall’assunzione di farmaci che
impediscono o deprimono la sudorazione, o da indumenti pesanti o
impermeabili. L’inizio è solitamente brusco, con disturbi dello stato di
coscienza (sopore e sonnolenza oppure agitazione o addirittura delirio) che
progrediscono rapidamente verso il coma. Vi è un contemporaneo aumento della
temperatura corporea, che può raggiungere e superare i 41-42°. In questo
caso si aggiungono fenomeni convulsivi. Vi è un aumento della frequenza
cardiaca, che può superare i 140 battiti al minuto. Sono frequenti anche
cefalea, nausea e vomito. Cosa fare! Si deve portare la persona in un luogo
fresco e ventilato, togliere o allentare i vestiti; valutare la presenza o
meno del respiro, se fosse assente iniziare la respirazione artificiale.
Raffreddare il corpo con acqua fredda, borse di ghiaccio, strofinamenti con
alcool, ventilazione, la superficie del corpo va bagnata e avvolta in panni
umidi; se il soggetto è cosciente si può far bere acqua e sale; trasportarlo
in ogni caso in ospedale.
Colpo di calore E’ la
conseguenza dell’esposizione protratta al sole a capo scoperto. Il paziente
accusa inizialmente un malessere vago ma intenso, che tende ad accentuarsi
progressivamente. Segue una cefalea intensa, con nausea e talvolta vomito o
vertigini. La febbre, anche elevata, è frequente ed abituale la congestione
congiuntivele. Cosa fare! Trasporto del paziente in zona ombreggiata, fresca
ed areata; raffreddamento del capo con impacchi di acqua fredda o con una
borsa di ghiaccio; somministrazione di liquidi con una certa larghezza; in
caso di febbre, somministrazione si un antipiretico. Se non vi è rapido
miglioramento, provvedere al ricovero in ospedale.
Assideramento E’ la conseguenza
di una eccessiva esposizione al freddo dell’intero organismo che supera la
sua capacità di mantenere costante la sua temperatura interna. I primi
sintomi sono stanchezza, apatia, sonnolenza, torpore, riduzione della
temperatura corporea, della frequenza respiratoria e del battito cardiaco,
dovuti al rallentamento delle funzioni vitali. Se lo stato di assideramento
persiste, si ha coma irreversibile e, quando la temperatura interna
raggiunge i 24-25 gradi, morte. Cosa fare! Occorre portare il soggetto al
riparo, ma non in un luogo troppo caldo, solo se le condizioni sono
particolarmente gravi, riscaldarlo con coperte termiche o borse d’acqua
calda (non oltre i 55-60°); valutare se respira, il grado di coscienza. Togliere
i vestiti bagnati e metterne asciutti; coprirlo. Se l’individuo è cosciente
si possono somministrare bevande calde e zuccherate. Provvedere al trasporto
in ospedale. Cosa non fare! Non
si deve trasportare l’infortunato in modo repentino in ambiente troppo caldo
e neppure avvicinarlo a sorgenti di calore. Mai somministrare alcolici.
Congelamento E’ una condizione
di grave sofferenza dei tessuti provocata dal freddo. Nella stragrande
maggioranza dei casi, il congelamento interessa le estremità ed altre zone
relativamente poco irrorate, come il naso, le orecchie, ecc. I primi sintomi
sono costituiti da una certa dolenza della zona interrelata, e poi da una
diminuzione della sensibilità tattile accompagnata da formicolio, bruciore,
senso di tensione o altre parestesie. Successivamente l’insensibilità
diventa vera e propria anestesia; la cute diventa pallida o, a volte,
cianotica. I tessuti divengono progressivamente più duri e si irrigidiscono
fino a impedire il movimento (per esempio, le dita della mano). La fase
successiva è rappresentata dalla comparsa di gonfiore, e quindi di vescicole
o bolle, spesso emorragiche. Spesso compare uno stato di contrattura dei
muscoli. La fase terminale è costituita da mummificazione della parte
congelata con distacco spontaneo. Cosa fare! Allentare gli abiti stretti per
favorire la circolazione del sangue; sostituire gli abiti bagnati con quelli
asciutti e coprire il soggetto; portando gradualmente in ambiente caldo. Si
devono separare le dita delle mani e dei piedi con garze sterili.
L’individuo deve sforzarsi di muoversi e di non addormentarsi. Vanno
somministrate bevande calde e zuccherate. Trasportarlo in ospedale. Cosa
non fare! Non si deve immergere
la parte colpita in acqua calda, ne avvicinarla a fanti di calore; non
somministrare bevande alcoliche; non far camminare il soggetto se la parte
interessata sono i piedi. |